ISP AL FUJIFILM X VISION TOUR MILANO

In occasione della prima tappa del Fujifilm X-Vision Tour (Milano 24 giugno 2017) è stato presentato il Magazine “CITIES” targato ISP (Italian Street Photography).

Come ricorderete il 22 e 23 Aprile in sei città Italiane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Roma, Catania) è partito il progetto Isp Experience, una vera produzione condivisa per la realizzazione di una Fanzine dedicata alla Street Italiana,  un magazine per raccontare scorci urbani e umani, una Fanzine di 100 pagine che presenterà gli scatti selezionati realizzati dai partecipanti all’iniziativa ISP Experience offrendo uno spaccato cittadino visto da differenti punti di vista ma in un’ottica street.

Per visionarlo online a https://issuu.com/isp-italianstreetphotography/docs/cities_01

Per ulteriori informazioni su come avere il Magazine: http://www.italianstreetphotography.com/cities

In fondo all’articolo potrete anche vedere un estratto del video, realizzato da Gianluca Bocci di ClickBlog.(qui la versione integrale del video).

Nel video, in fondo all’articolo, alcuni consigli di fotografia da parte di Angelo Cucchetto (CEO di ISP), alcuni autori ISP (Adriano Cascio, Lorenzo Fasola, Giuseppe Pons) ed il photoreporter Graziano Perotti.

Buona Visione e alla prossima!

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Fotografia di strada: “P” come……

Prendo spunto da un post su Facebook (qui il link) del 4 aprile scorso di Rinaldo Alvisi per parlare di pre-visualizzazione  in fotografia (e ovviamente  in fotografia  di strada!)

Definizioni:

  • Pensare: esercitare l’attività del pensiero sviluppando un processo mentale; meditare, riflettere (Garzanti)
  • Pianificare: Organizzare qualcosa, seguendo un piano o un programma (corriere.it)
  • Pre-visualizzare o Prevedere: immaginare, aspettarsi, attendersi, presumere, anticipare, annunciare, avvertire, indovinare, intuire, presentire, presagire, predire, pronosticare (corriere.it)

Quando si fotografava in analogico, si era “costretti” a pre-visualizzare prima dello scatto ciò che si desiderava si ottenesse in fase di stampa. Il risultato finale, cioè la fotografia stampata non era altro che un processo tecnico per dare forma al “concetto fotografico”.

In psicologia il linguaggio è riconosciuto come il mezzo più importante per la comunicazione dell’informazione e la divulgazione della cultura, la visione è invece il sistema cognitivo da cui si ricava l’informazione creativa e originale, che in seguito è codificata nel linguaggio.

Se fotografare in analogico, obbligava a pensare e quindi a pre-visualizzare l’immagine che poi avremmo realizzato, il digitale ci consente di premere il pulsante con una certa sconsideratezza, lasciando il risultato finale ad una elaborazione successiva.

L’avvento del digitale ha di fatto ritardato il processo di realizzazione dell’immagine.

La pre-visualizzazione viene spesso e volentieri rimandata, in seguito, quando apriamo i file con i nostri software di gestione delle immagini.

C’è comunque da dire ed è un dato di fatto (a mio avviso) che le “buone” fotografie sono sempre frutto di una buona capacità di osservazione (fotografica).

Per fare questo, vi è la necessità di pre-visualizzare (immaginare) il risultato finale ed avvalersi della tecnica fotografica per comunicare ciò che desideriamo.

“The hand” – © Adriano Cascio

Il fotografo è, infatti, un interprete della percezione e il suo scopo è rendere visibile delle idee attraverso delle fotografie.

Per imparare a fare ciò, si deve vedere allo stesso modo dello strumento attraverso il quale fotografa poiché obiettivi, otturatori, sensori o pellicole, trasformano il movimento e i colori dei soggetti tridimensionali in immagini statiche bidimensionali, con corrispondenti cromie o toni di grigio.

In sintesi e per concludere: se non si pre-visualizza sarà molto difficile “cogliere l’attimo” (così si dice no??) ed il mio “consiglio” è quello di “tornare” a fotografare con ponderatezza; ciò può farci riscoprire l’importanza della pre-visualizzazione, requisito da non considerare come un principio assoluto, ma come “modus operandi”….

Pensare….pianificare…..pre-visualizzare! Click !

Alla prossima.

Fotografia di strada: attenti alla composizione!

Ogni fotografia è la personale interpretazione della realtà.  Il profilo comunicativo è tendenzialmente visivo almeno che non ci si aiuti con didascalie o scritti.

Per “descrivere” una storia fotografica, quindi, in una o più immagini, abbiamo bisogno che gli elementi presenti siano in grado di “spiegare” ciò che desideriamo raccontare. Stiamo parlando ovviamente della composizione fotografica e di tutte le variabili che possono influenzarla.

Le regole per una buona composizione fotografica valgono per tutti i generi fotografici e quindi anche per la fotografia di strada.

Wikipedia al riguardo “recita”…

“ Con il termine di composizione fotografica si intendono tutte le decisioni prese dal fotografo, al momento dello scatto, riguardo alla scelta del soggetto da rappresentare e alle sue relazioni con l’ambiente circostante (sfondo). Altre soluzioni possono essere di tipo pratico, la scelta della posizione da cui scattare la foto (inquadratura, prospettiva), o di tipo tecnico quali il tempo di esposizione o la messa a fuoco. Solitamente le scelte pratiche influiscono maggiormente sulla composizione dell’immagine mentre il risultato dal punto di vista qualitativo (bilanciamento corretto del colore o assenza di rumore) si raggiunge grazie alla tecnica.

Obiettivo di queste decisioni è il comporre un’immagine che trasmetta le sensazioni di quel particolare momento, coinvolgendo l’osservatore e focalizzandone l’attenzione su determinati particolari. Raggiungere questo obiettivo significa rendere dinamica un’immagine, allontanandola dal senso di staticità che si può creare fotografando un soggetto immobile (un albero, delle montagne). Difatti il soggetto di una foto può essere una persona ma anche un oggetto o un panorama; in questo caso scegliere il soggetto significa anche scegliere il metodo di comporre l’immagine. Scattare una foto ben composta non è sempre semplice, poiché la quantità di elementi presenti nell’inquadratura potrebbe rendere difficile il posizionamento di un soggetto in modo tale che attragga l’attenzione, fugandola da particolari secondari o indesiderati. Accade infatti spesso che in una foto appaiano elementi in posizioni di disturbo sui quali cade l’occhio, distogliendo la concentrazione dal vero protagonista dello scatto che viene lasciato in secondo piano. In alcuni casi possono finire nell’inquadratura soggetti indesiderati che rovinano la scena (tipico esempio è il palo della luce con i suoi fili davanti ad un paesaggio). Il consiglio che viene dato al fotografo novizio è quello di non posizionare il soggetto al centro dell’immagine ma di cercare di decentrarlo rendendo l’immagine più movimentata (evitando la tipica inquadratura da fototessera, piatta e statica). Questo consiglio si basa su una regola principale da seguire (ma anche infrangere), la più nota nel campo della composizione dell’immagine: la regola dei terzi.” (fonte Wikipedia)

Sintetizzando:

Osservare-Guardare   ⇒     Visualizzare anticipatamente una scena

Soggetto e posizione  ⇒     Elemento principale dell’immagine (regola dei terzi)

Sfondo                                  ⇒     Relazione del soggetto con l’ambiente

Inquadratura-Luce        ⇒     Originalità e forza dell’immagine

Elementi di disturbo     ⇒     Mettono in secondo piano il soggetto

Spostarsi e cambiare posizione   ⇒    Nascondere/eliminare elementi di disturbo

                                                                                 Usare al meglio la luce

[Stalker] – © Adriano Cascio
Scelta del soggetto e la sua posizione, inquadratura, punto di ripresa, prospettiva, luce, sfondo, elementi di disturbo, regola dei terzi… e camminare.

Questi sono gli elementi (soggettivi-pratici-tecnici) che fanno una fotografia ben composta; elementi inscindibili che contribuiscono in positivo o negativo al risultato finale della nostra fotografia.

Alla prossima.

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Fotografia di strada: è tutta una questione di tempi.

Il fotografo di strada deve avere pazienza.

Che siate in una metropoli affollata o in una piccola cittadina le situazioni che l’ambiente urbano offre sono tantissime.

“Fuming finger” – © Adriano Cascio

Abbiate pazienza e prendetevi tutto il tempo che ci vuole, lasciate che la frenesia urbana vi scivoli addosso. Osservate i movimenti e le interazioni tra le persone, cercate di prevedere per tempo un’azione, una scena interessante da fotografare.

Un fotografo di strada è prima di tutto un ottimo osservatore.

Questa capacità, se ben sviluppata, può esserti d’aiuto nella realizzazione di buone fotografie.

Ricorda che non c’è sempre molto tempo quando accade qualcosa di interessante pertanto siate veloci!!

E la fotocamera nel frattempo??

Sempre su “ON” ed ovviamente impostata con tempi tra 1/125” e 1/250”, a volte anche 1/500” se la luce lo consente…ma di aspetti tecnici ne riparleremo magari più avanti.

Conclusione…col passare del tempo sarai più “allenato”, avrai acquisito pazienza, capacità d’osservazione e migliorato la tua tecnica.

E’ tutta una questione di tempo

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Fotografia di strada: la paura, l’approccio e l’aspetto psicologico.

Non ci sono metodi universali per “affrontare” la fotografia di strada, ci sono metodi o consigli che possono funzionare per alcuni e per altri no.

Inevitabile che ognuno di noi possa dar consigli o descriva il suo approccio nel praticare la fotografia di strada ma saranno compresi sempre in modo diverso da un individuo all’altro.

L’importante è metabolizzare tutto ciò che è detto e scritto, personalizzarlo, farlo proprio ed eventualmente metterlo in atto scendendo in strada. La bellezza della fotografia di strada è che tutti mettiamo in atto qualcosa di unico, perché ognuno di noi vede, agisce e reagisce in modo diverso in determinate situazioni…

La paura, l’approccio e l’aspetto psicologico

Le definizioni

Paura: la paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. “Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia…”(fonte: wikipedia.org)

Approccio: criterio, metodo seguito in una ricerca, in uno studio. (fonte: dizionari.repubblica.it)

Psicologia: La psicologia è la disciplina che studia il comportamento e la mente, attraverso lo studio dei processi psichici, mentali e cognitivi nelle loro componenti consce e inconsce…tale studio riguarda quindi i processi cognitivi e intrapsichici dell’individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo, e i rapporti tra il soggetto e l’ambiente. (fonte: wikipedia.org)

Il mio punto di vista

Se la fotografia di strada è per te una cosa nuova, all’inizio sarai timido, impaurito ed esitante e le tue foto spesso non ti daranno grandi soddisfazioni.

È stato così per tutti è lo scotto da pagare…continuate comunque con costanza e determinazione.

La paura e la timidezza sono forse i nemici numero uno nella fotografia di strada, soprattutto se vogliamo fotografare da vicino la gente o se vogliamo riprendere una determinata situazione particolare.

Non c’è un metodo infallibile per vincerle bisogna affrontarle e conviverci.

Ovviamente tra la teoria e la pratica c’è una bella differenza…ma non abbiate paura è tutta questione di tempo e allenamento.

Ci vuole tempo per essere a proprio agio a scattare per strada. È un’abilità che ha la necessità di essere sviluppata attraverso tanta pratica.

Se ami davvero la fotografia di strada, il tuo obiettivo deve essere quello di migliorare un po’ alla volta ogni singolo giorno.

Come approcciarsi dunque? Ci sono innumerevoli modi, tu troverai il tuo.

Ad esempio potresti cominciare a fare così:

  • usa una fotocamera piccola (se ne hai una) sarai meno “evidente”;
  • non portare la fotocamera all’occhio…guarda il display (se ti è possibile);
  • fai finta di fotografare altro e attendi che il soggetto “cada” dentro il tuo obiettivo;
  • fai finta di essere un turista (con cartina al seguito…);
  • puoi aspettare o andare incontro al tuo soggetto;
  • “condiziona”, con i tuoi movimenti, il soggetto a prendere una determinata direzione;
  • scegli per iniziare luoghi affollati ti permetterà di confonderti con la gente e non ti noteranno;
  • non nasconderti stai in mezzo alla gente serenamente in fondo stai fotografando (non è necessario essere un ninja o una mosca invisibile per fare fotografia di strada…)

Questi sono degli esempi da cui prendere spunto e da dove cominciare ma alla fine sarai tu a capire il metodo più adatto per te, adottarlo e trasformarlo in base alle tue esigenze.

Venire “beccato” mentre fotografi la gente per strada non è poi così grave come potresti pensare. Puoi far finta di nulla e proseguire per la tua strada, puoi sorridere e interagire (anche solo con gli occhi) con il soggetto, se proprio devi, spiega cosa stai fotografando, adotta un sistema per ogni situazione ma fai in modo di sembrare sempre sicuro ed a tuo agio. Non dimostrare mai insicurezza e incertezza perché la gente penserebbe subito che stia facendo qualcosa di male, invece non è così…

Il mio consiglio alla fine, per chi vuole iniziare con la fotografia di strada, è questo: “Leggi, informati, ascolta, partecipa… ma soprattutto scendi in strada e fotografa!”

Alla prossima.

 

Street Photography…appunti sparsi#4 – Alex Webb: tra fotografia di strada, documentaria e reportage…

Ho letto, recentemente il libro di Alex Webb e Rebecca Norris “Street photography e Immagine Poetica” e guardando per l’ennesima volta le immagini di Alex Webb mi sono posto una domanda (o forse più di una) la sua è fotografia di strada, documentaria o reportage? Il suo modo di fotografare è studiato e cerebrale, oppure istintivo e irrazionale?

 

 

 

 

 

 

 

Penso che ci sia un po’ di tutto questo in Alex Webb.

Lui porta la street photography nel mondo, fuori dalle città tradizionali, a differenza di altri grandi del passato; sceglie si di vagare per le strade… ma in luoghi dove le tensioni politico-sociali sono all’ordine del giorno…ha scelto scenari diversi per rappresentare la fotografia di strada.

Webb però fotografa anche progettando… a lui piace come le immagini “parlino” tra loro arricchendosi l’un l’altra.

Eppure nelle prime fasi di un progetto non sa se in realtà questo sarà fattibile.

La prima fase di scatto la ritiene esplorativa.

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1995

 

 

“…quando inizio un viaggio, non ho idea dove il viaggio mi porterà né tantomeno quando e quale sarà la fine…. quindi fotografo per strada sempre alla ricerca di una singola immagine…..”

 

 

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1982

 

 

“voglio poter avere una reazione visiva iniziale che non sia intaccata dalle conoscenze pre-acquisite ciò che conosce la mia mente corrisponde a ciò che conoscono anche i miei occhi…”

 

 

Non si prepara troppo prima di intraprendere i suoi viaggi, legge guide turistiche ed un romanzo ambientato nel posto che andrà a visitare perché vuole “che la sua conoscenza visiva del luogo si sviluppi pari passo al conoscere intellettuale”.

Solo successivamente e magari dopo anni il progetto prende forma.

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1978
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1979
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1983
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1985
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1987
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1995
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1999
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volessimo sintetizzare e riassumere quali sono gli elementi distintivi e caratteristici della fotografia di strada, documentaria e reportage potremmo farlo così:

– Street: azione, presenza, singola immagine, istantanea, interazione con il soggetto;

– Documentaria: luogo, notizia, contesto, interazione con il soggetto;

– Reportage: storia, visione, tempo imprecisabile, nessuna interazione con il soggetto.

Quindi Webb, a mio avviso, è un fotografo di strada e reportage, sicuramente meno incline alla documentazione perché non insegue la notizia.

Un fotografo di strada, perché le sue foto prese singolarmente vivono di “vita” propria; nelle sue immagini c’è l’azione, la presenza, l’eventuale scambio con il soggetto;

reportagista perché le sue immagini, messe insieme, raccontano ancor di più una storia grazie ai suoi soggetti ed ai luoghi immortalati, con un tempo di realizzazione non precisabile (si pensi al libro “La Calle” che riunisce più di tren’anni di fotografie, in bianco e nero e colori, realizzate in Messico dal 1975 al 2007).

Una cosa è certa non è un fotografo che rientra facilmente in un genere, possiamo dire che è un artista “complesso”; nelle sue fotografie, succedono talmente tante cose da renderle caotiche ed ipnotiche allo stesso tempo. La potenza delle fotografie di Webb è la coesistenza di diversi fulcri su diversi piani focali per tutta la profondità di campo, per cui nelle sue immagini accade qualcosa in primo piano, a metà e sullo sfondo.

Le sue foto sono composizioni a più livelli e dall’enorme complessità che come detto interpretano più generi. Come scrive Geoff Dyer, “…Webb, ovunque vada, finisce sempre in un triangolo a forma di Bermuda in cui le distinzioni tra reportage, documentari e l’arte fotografica scompaiono…”.

Alla fine forse non è importante sapere se Webb è un fotografo di strada o di reportage, forse è più importante apprezzare l’artista capace di “fermare” gesti, luci e tensioni culturali tramutandoli in seducenti frame evocativi che emanano un senso di mistero, ironia e umorismo.

Alla prossima.

 

 

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Street Photography…appunti sparsi#5 – Garry Winogrand: “Cronista geniale di un mondo fragile ed imperfetto!”

“Invenzioni o finzioni del mondo reale”

Ho appena finito un libro “Leggere la fotografia – Osservazioni e analisi delle immagini fotografiche” di Augusto Pieroni. Lettura davvero interessante.

Nella prima parte, dopo l’introduzione, mette in evidenza l’importanza dei contesti nell’osservazione delle immagini fotografiche, delle forme e dei contenuti (o significati).

“La fotografia non afferra il mondo, infatti lo dà a vedere. E nel darlo a vedere qualcosa di quel che si voleva mostrare si può perdere, e qualcosa che non si aveva intenzione di mostrare finisce nell’immagine. Questo può avvenire involontariamente oppure essere il risultato di laboriose finzioni, visibili o invisibili; o può essere il frutto di una precisa scelta di poetica: lasciare che il mondo si imprima liberamente sul supporto fotosensibile.”(pag.35 del libro“Leggere la fotografia – Osservazioni e analisi delle immagini fotografiche” di Augusto Pieroni)

Il contenuto di questo paragrafo del libro mi ha ricordato un famoso fotografo (di strada) che nella sua “vita fotografica” ha sempre asserito: “Ogni fotografia è una battaglia di forma contro contenuti” e che “Una grande fotografia è sempre sull’orlo del fallimento”.

Ovviamente si tratta di Garry Winogrand.

Garry Winogrand

“A volte sembra che il mondo intero sia un teatro per cui ho comprato il biglietto. Un grande spettacolo a me destinato”

NewYork 1955 © Garry Winogrand

“Fotografo per vedere che aspetto avrà la cosa una volta fotografata…”

Perché il mondo non è così come appare ma cambia davanti all’obiettivo. Un mondo che ha affascinato Winogrand, così come quella nuova generazione di fotografi documentaristi americani del periodo (Arbus, Friedlander, etc)

Nasce nel Bronx ((1928-1984, New York), ed è conosciuto soprattutto per i lavori eseguiti negli anni ‘60 a Manhattan e per i contenuti e lo stile della sua fotografia.

Documentarista dall’animo “street” (definizione che odiava) ha lavorato con energia e vigore incessanti, producendo una infinità di rullini fotografici nell’arco della sua breve vita.

Ha fotografato senza sosta, orientando il suo obiettivo sulla vita quotidiana di New York e di altre città, eventi politici e culturali, conferenze e manifestazioni di protesta, inaugurazioni di mostre e appuntamenti mondani.

“La fotografia è il biografo perfetto della vita… grottesca, divertente, strana, bella, orribile, gioiosa e macabra”

Istantanee di vita vissuta che, senza costruzioni, colgono l’attimo rendendo le sue fotografie ironiche ed istintive, contraddistinte da un’acuta capacità di osservazione del comportamento umano, restituendo l’atmosfera di un’intera epoca mettendo a nudo la società americana, con i vizi e le virtù che più le appartengono…raccontando un mondo fragile e imperfetto.

Scrisse John Szarkowski: «Negli ultimi dieci anni una nuova generazione di fotografi ha spostato l’approccio documentario verso altri fini: il loro obiettivo non è quello di dare forma alla vita, ma di conoscerla. Il loro lavoro ha un’attrazione, quasi un affetto, per le imperfezioni e le fragilità della società. A loro piace il mondo reale, nonostante i suoi orrori, come fonte di meraviglia e fascino e apprezzano il valore, non meno prezioso, dell’irrazionale».

Central Park Zoo, New York 1967 © Garry Winogrand
New York 1969 © Garry Winogrand

 

“Nessun momento è più importante. Ogni momento può essere qualcosa.”

New York World’s Fair 1964 © Garry Winogrand

 

E’ con questa filosofia che il grande fotografo statunitense ha documentato e disegnato la storia americana per mezzo secolo, divenendo senza dubbio uno dei protagonisti indiscussi della fotografia (Street Photography) mondiale.

Per approfondire e saperne di più sull’autore vi consiglio alcuni libri (che potete trovare su Amazon) e video (fonte Youtube):

 

Recensione fotolibro Saal-digital

Attraverso il social più usato in Italia vengo a conoscenza, qualche settimana fa, dell’opportunità di stampare gratuitamente un fotolibro.

In cambio??… una recensione sincera che riguardi la qualità del prodotto e del servizio offerto.

Registrato sul sito, compilato ed inviato il form, dopo poco più di 48 ore ho ricevuto una mail con un codice per il buono sconto da 40 euro* e la conferma di essere stato selezionato come tester del prodotto.

La ditta in questione è www.saal-digital.it.

Ieri è arrivato il fotolibro ed è il momento di scrivere la recensione.

Approfittando della prova/recensione ho realizzato un fotolibro che raccoglie alcune mie foto di Street Photography, dal 2014 ad oggi.

Il mio prodotto è un fotolibro 19×19 copertina lucida, non imbottita, pagina interna opaca, 48 pagine (con foto a colori ed in bianco e nero).

Per la composizione del tuo libro www.saal-digital ti mette a disposizione due possibilità: on-line direttamente dal sito o altrimenti scaricando il loro software.

Io ho usato l’editor (versione Win o Mac) che ho trovato molto semplice e intuitivo e ti mette a disposizione tutti gli strumenti per personalizzare il tuo prodotto.

Il primo impatto con il libro, appena aperta la confezione, è stato molto positivo. Pur essendo di piccole dimensioni e leggero, ti dà subito l’impressione di robustezza.

La copertina, pur non avendola scelta imbottita, rimane piacevole alla vista ed al tatto restituendo una sensazione di qualità.

Le pagine sono di grammatura consistente e rigide, la stampa è su carta fotografica di ottima qualità, decisamente migliore rispetto ad altri prodotti della stessa fascia di prezzo.

La resa dei colori è fedele all’originale, brillante e profonda.

Altro aspetto interessante è la rilegatura centrale a 180° (e non a “V”) che ti permette di visualizzare al meglio le foto a pagina intera.

Unico “neo” è il trovare la prima foto e l’ultima direttamente attaccata al retro copertina; pertanto conviene lasciare una pagina bianca.

Conclusione…un prodotto fotografico di ottima qualità!

Consiglio di provare i loro prodotti che potrete visionare sul loro sito www.saal-digital.it. e che senza dubbio utilizzerò molto presto

(* in base alla scelta del fotolibro, spedizione compresa. Se si supera l’importo del buono ovviamente l’eccedenza è a carico del tester).