Fotografia di strada: “P” come……

Prendo spunto da un post su Facebook (qui il link) del 4 aprile scorso di Rinaldo Alvisi per parlare di pre-visualizzazione  in fotografia (e ovviamente  in fotografia  di strada!)

Definizioni:

  • Pensare: esercitare l’attività del pensiero sviluppando un processo mentale; meditare, riflettere (Garzanti)
  • Pianificare: Organizzare qualcosa, seguendo un piano o un programma (corriere.it)
  • Pre-visualizzare o Prevedere: immaginare, aspettarsi, attendersi, presumere, anticipare, annunciare, avvertire, indovinare, intuire, presentire, presagire, predire, pronosticare (corriere.it)

Quando si fotografava in analogico, si era “costretti” a pre-visualizzare prima dello scatto ciò che si desiderava si ottenesse in fase di stampa. Il risultato finale, cioè la fotografia stampata non era altro che un processo tecnico per dare forma al “concetto fotografico”.

In psicologia il linguaggio è riconosciuto come il mezzo più importante per la comunicazione dell’informazione e la divulgazione della cultura, la visione è invece il sistema cognitivo da cui si ricava l’informazione creativa e originale, che in seguito è codificata nel linguaggio.

Se fotografare in analogico, obbligava a pensare e quindi a pre-visualizzare l’immagine che poi avremmo realizzato, il digitale ci consente di premere il pulsante con una certa sconsideratezza, lasciando il risultato finale ad una elaborazione successiva.

L’avvento del digitale ha di fatto ritardato il processo di realizzazione dell’immagine.

La pre-visualizzazione viene spesso e volentieri rimandata, in seguito, quando apriamo i file con i nostri software di gestione delle immagini.

C’è comunque da dire ed è un dato di fatto (a mio avviso) che le “buone” fotografie sono sempre frutto di una buona capacità di osservazione (fotografica).

Per fare questo, vi è la necessità di pre-visualizzare (immaginare) il risultato finale ed avvalersi della tecnica fotografica per comunicare ciò che desideriamo.

“The hand” – © Adriano Cascio

Il fotografo è, infatti, un interprete della percezione e il suo scopo è rendere visibile delle idee attraverso delle fotografie.

Per imparare a fare ciò, si deve vedere allo stesso modo dello strumento attraverso il quale fotografa poiché obiettivi, otturatori, sensori o pellicole, trasformano il movimento e i colori dei soggetti tridimensionali in immagini statiche bidimensionali, con corrispondenti cromie o toni di grigio.

In sintesi e per concludere: se non si pre-visualizza sarà molto difficile “cogliere l’attimo” (così si dice no??) ed il mio “consiglio” è quello di “tornare” a fotografare con ponderatezza; ciò può farci riscoprire l’importanza della pre-visualizzazione, requisito da non considerare come un principio assoluto, ma come “modus operandi”….

Pensare….pianificare…..pre-visualizzare! Click !

Alla prossima.

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