Street Photography…appunti sparsi#4 – Alex Webb: tra fotografia di strada, documentaria e reportage…

Ho letto, recentemente il libro di Alex Webb e Rebecca Norris “Street photography e Immagine Poetica” e guardando per l’ennesima volta le immagini di Alex Webb mi sono posto una domanda (o forse più di una) la sua è fotografia di strada, documentaria o reportage? Il suo modo di fotografare è studiato e cerebrale, oppure istintivo e irrazionale?

 

 

 

 

 

 

 

Penso che ci sia un po’ di tutto questo in Alex Webb.

Lui porta la street photography nel mondo, fuori dalle città tradizionali, a differenza di altri grandi del passato; sceglie si di vagare per le strade… ma in luoghi dove le tensioni politico-sociali sono all’ordine del giorno…ha scelto scenari diversi per rappresentare la fotografia di strada.

Webb però fotografa anche progettando… a lui piace come le immagini “parlino” tra loro arricchendosi l’un l’altra.

Eppure nelle prime fasi di un progetto non sa se in realtà questo sarà fattibile.

La prima fase di scatto la ritiene esplorativa.

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1995

 

 

“…quando inizio un viaggio, non ho idea dove il viaggio mi porterà né tantomeno quando e quale sarà la fine…. quindi fotografo per strada sempre alla ricerca di una singola immagine…..”

 

 

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1982

 

 

“voglio poter avere una reazione visiva iniziale che non sia intaccata dalle conoscenze pre-acquisite ciò che conosce la mia mente corrisponde a ciò che conoscono anche i miei occhi…”

 

 

Non si prepara troppo prima di intraprendere i suoi viaggi, legge guide turistiche ed un romanzo ambientato nel posto che andrà a visitare perché vuole “che la sua conoscenza visiva del luogo si sviluppi pari passo al conoscere intellettuale”.

Solo successivamente e magari dopo anni il progetto prende forma.

© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1978
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1979
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1983
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1985
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1987
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1995
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 1999
© Alex Webb/Magnum Photos – Messico 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volessimo sintetizzare e riassumere quali sono gli elementi distintivi e caratteristici della fotografia di strada, documentaria e reportage potremmo farlo così:

– Street: azione, presenza, singola immagine, istantanea, interazione con il soggetto;

– Documentaria: luogo, notizia, contesto, interazione con il soggetto;

– Reportage: storia, visione, tempo imprecisabile, nessuna interazione con il soggetto.

Quindi Webb, a mio avviso, è un fotografo di strada e reportage, sicuramente meno incline alla documentazione perché non insegue la notizia.

Un fotografo di strada, perché le sue foto prese singolarmente vivono di “vita” propria; nelle sue immagini c’è l’azione, la presenza, l’eventuale scambio con il soggetto;

reportagista perché le sue immagini, messe insieme, raccontano ancor di più una storia grazie ai suoi soggetti ed ai luoghi immortalati, con un tempo di realizzazione non precisabile (si pensi al libro “La Calle” che riunisce più di tren’anni di fotografie, in bianco e nero e colori, realizzate in Messico dal 1975 al 2007).

Una cosa è certa non è un fotografo che rientra facilmente in un genere, possiamo dire che è un artista “complesso”; nelle sue fotografie, succedono talmente tante cose da renderle caotiche ed ipnotiche allo stesso tempo. La potenza delle fotografie di Webb è la coesistenza di diversi fulcri su diversi piani focali per tutta la profondità di campo, per cui nelle sue immagini accade qualcosa in primo piano, a metà e sullo sfondo.

Le sue foto sono composizioni a più livelli e dall’enorme complessità che come detto interpretano più generi. Come scrive Geoff Dyer, “…Webb, ovunque vada, finisce sempre in un triangolo a forma di Bermuda in cui le distinzioni tra reportage, documentari e l’arte fotografica scompaiono…”.

Alla fine forse non è importante sapere se Webb è un fotografo di strada o di reportage, forse è più importante apprezzare l’artista capace di “fermare” gesti, luci e tensioni culturali tramutandoli in seducenti frame evocativi che emanano un senso di mistero, ironia e umorismo.

Alla prossima.

 

 

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