Street Photography…appunti sparsi#5 – Garry Winogrand: “Cronista geniale di un mondo fragile ed imperfetto!”

“Invenzioni o finzioni del mondo reale”

Ho appena finito un libro “Leggere la fotografia – Osservazioni e analisi delle immagini fotografiche” di Augusto Pieroni. Lettura davvero interessante.

Nella prima parte, dopo l’introduzione, mette in evidenza l’importanza dei contesti nell’osservazione delle immagini fotografiche, delle forme e dei contenuti (o significati).

“La fotografia non afferra il mondo, infatti lo dà a vedere. E nel darlo a vedere qualcosa di quel che si voleva mostrare si può perdere, e qualcosa che non si aveva intenzione di mostrare finisce nell’immagine. Questo può avvenire involontariamente oppure essere il risultato di laboriose finzioni, visibili o invisibili; o può essere il frutto di una precisa scelta di poetica: lasciare che il mondo si imprima liberamente sul supporto fotosensibile.”(pag.35 del libro“Leggere la fotografia – Osservazioni e analisi delle immagini fotografiche” di Augusto Pieroni)

Il contenuto di questo paragrafo del libro mi ha ricordato un famoso fotografo (di strada) che nella sua “vita fotografica” ha sempre asserito: “Ogni fotografia è una battaglia di forma contro contenuti” e che “Una grande fotografia è sempre sull’orlo del fallimento”.

Ovviamente si tratta di Garry Winogrand.

Garry Winogrand

“A volte sembra che il mondo intero sia un teatro per cui ho comprato il biglietto. Un grande spettacolo a me destinato”

NewYork 1955 © Garry Winogrand

“Fotografo per vedere che aspetto avrà la cosa una volta fotografata…”

Perché il mondo non è così come appare ma cambia davanti all’obiettivo. Un mondo che ha affascinato Winogrand, così come quella nuova generazione di fotografi documentaristi americani del periodo (Arbus, Friedlander, etc)

Nasce nel Bronx ((1928-1984, New York), ed è conosciuto soprattutto per i lavori eseguiti negli anni ‘60 a Manhattan e per i contenuti e lo stile della sua fotografia.

Documentarista dall’animo “street” (definizione che odiava) ha lavorato con energia e vigore incessanti, producendo una infinità di rullini fotografici nell’arco della sua breve vita.

Ha fotografato senza sosta, orientando il suo obiettivo sulla vita quotidiana di New York e di altre città, eventi politici e culturali, conferenze e manifestazioni di protesta, inaugurazioni di mostre e appuntamenti mondani.

“La fotografia è il biografo perfetto della vita… grottesca, divertente, strana, bella, orribile, gioiosa e macabra”

Istantanee di vita vissuta che, senza costruzioni, colgono l’attimo rendendo le sue fotografie ironiche ed istintive, contraddistinte da un’acuta capacità di osservazione del comportamento umano, restituendo l’atmosfera di un’intera epoca mettendo a nudo la società americana, con i vizi e le virtù che più le appartengono…raccontando un mondo fragile e imperfetto.

Scrisse John Szarkowski: «Negli ultimi dieci anni una nuova generazione di fotografi ha spostato l’approccio documentario verso altri fini: il loro obiettivo non è quello di dare forma alla vita, ma di conoscerla. Il loro lavoro ha un’attrazione, quasi un affetto, per le imperfezioni e le fragilità della società. A loro piace il mondo reale, nonostante i suoi orrori, come fonte di meraviglia e fascino e apprezzano il valore, non meno prezioso, dell’irrazionale».

Central Park Zoo, New York 1967 © Garry Winogrand
New York 1969 © Garry Winogrand

 

“Nessun momento è più importante. Ogni momento può essere qualcosa.”

New York World’s Fair 1964 © Garry Winogrand

 

E’ con questa filosofia che il grande fotografo statunitense ha documentato e disegnato la storia americana per mezzo secolo, divenendo senza dubbio uno dei protagonisti indiscussi della fotografia (Street Photography) mondiale.

Per approfondire e saperne di più sull’autore vi consiglio alcuni libri (che potete trovare su Amazon) e video (fonte Youtube):

 

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