Non amo molto i tecnicismi e le regole della fotografia, scatto d’istinto e spesso le mie foto non sono particolarmente belle da un punto di vista compositivo.

Prendendo spunto da questo mi viene in mente un personaggio “rivoluzionario” della fotografia, William Klein, che si ribellò agli stili e alle regole fotografiche ufficialmente riconosciute ai suoi tempi e dettate principalmente da Henri Cartier-Bresson e da altri “classici” della fotografia di strada.

Dai suo lavori, a mio modesto parere, si può imparare a vedere in modo diverso la fotografia e la Street Photography.

Le sue foto profumano di anticonformismo e di voglia di vissuto.

(William Klein, Dance – NY, 1954)

Iniziò come pittore e l’approccio con la fotografia fù casuale. Nel libro “Close Up” Klein racconta:

….prima ero un pittore. Nel 1954, dopo sei anni fuori da New York, decisi di tenere un diario fotografico del mio ritorno. Così iniziai a fotografare…..

Le sue foto scattate così da vicino ti fanno sentire dentro la scena e ti fanno percepire quanto lui stesso fosse dentro la scena.

Non aveva paura di avvicinarsi ai soggetti usando ottiche grandangolari, perché avvicinandosi così tanto al soggetto riusciva a non lasciare fuori dall’inquadratura parti dell’immagine che sicuramente avrebbe reso il racconto molto più incisivo di quanto avesse potuto fare con un 50 mm.

Non aveva paura di interagire con i soggetti, sovvertì tutte le regole e i preconcetti legati al mondo della fotografia, si ribellò contro l’eleganza, l’ordine, la discrezione, che fino ad allora avevano rappresentato i canoni ideali di fare fotografia.

Io fotografo ciò che vedo di fronte a me…… Mi serve il grandangolo per inquadrare il più possibile….. per non lasciare fuori dall’inquadratura parti di immagine…..Scattare la foto del Primo Maggio a Mosca, con un 50mm incastrato in mezzo alla gente, sarebbe stato impossibile avrei potuto inquadrare solo la vecchia signora in mezzo…..”

(William Klein – Parata del Primo Maggio, Gorky Street, Mosca 1961)

Senza mai nessuna regola. Non seguiva la moda infrangeva i Tabù della fotografia.

Andava sempre dritto al cuore delle cose, con energia, vitalità e audacia, senza mediazioni o compromessi visivi. Foto mosse, sfocate, eccessivamente granulose, ad alto contrasto e mal composte…. poco importava, finalmente l’errore non era più un errore, ma un modo di esprimersi, un modo di raccontare la realtà come si svelava ai suoi occhi: cruda e spesso violenta.

Oggi può essere definito un visionario o un genio, ma ai tempi i suoi lavori non furono capiti né apprezzati.

“….nel ‘50 non riuscivo a trovare un editore americano per le mie immagini di New York… Tutti quelli a cui ho mostrato le foto esclamavano ‘Questa non è New York, troppo brutta, troppo squallida …… questa è merda!’“.

Klein non crede sia importante “portare una macchina fotografica ovunque si vada”; piuttosto, egli preferisce impegnarsi con entusiasmo e forza su un progetto.

Dissento sul primo punto! Personalmente preferisco avere la fotocamera sempre con me….invece sono d’accordo sul progetto perché trovo sia un ottimo esercizio stimolante per fotografare. Per la street photography, comunque, non è necessario avere un progetto….la street può e vive spesso di scatti singoli.

Nella street photography si dovrebbero catturare momenti di vita quotidiana senza mettere il soggetto in posa o comunque interagire in qualche modo con il soggetto fotografato…. Invece Klein interagiva con i suoi soggetti….. Klein dimostrò quanto fosse semplice conoscere il mondo e le persone attraverso una macchina fotografica.

(William Klein,  New York, 1955)

Un’altra cosa che traspare dalle foto di Klein è il divertimento, l’entusiasmo ed il piacere nel fotografare……pur non sapendo nulla o quasi di fotografia. Possedeva una Leica, che ammetteva di non sapere usare…. ma con la sua “fotografia d’azione” riuscì a centrare il colpo, trasformando un suo limite in un punto di forza.

“….Io non sapevo nulla di fotografia, ma ho amato la macchina fotografica….fotografavo per me stesso ed ero libero….. è stato molto divertente per me…… Ero davvero entusiasta in attesa di vedere le mie immagini il giorno successivo……

Non ha importanza che tipo di fotocamera hai…se pensi di non avere l’attrezzatura giusta….pensa a scattare e farlo nel modo giusto…raccontando. Sembra un po’ questo ciò che ci dice Klein, mentre noi spesso e volentieri non parliamo (e pensiamo) ad altro che della prossima fotocamera che uscirà o che compreremo, quanti megapixel avrà, non ho il filtro adatto, la foto non è in bolla ed altro ancora… Si pensa molto all’aspetto tecnico e poco alla sostanza….

“Il filtro giusto, la pellicola giusta, la giusta esposizione – non erano argomenti che mi interessavano molto. Ho avuto una sola fotocamera per iniziare. Di seconda mano con due lenti e senza nessun filtro. Quello che mi interessava era immortalare qualcosa sulla pellicola per poi passarla sotto il mio ingranditore, magari per ottenere un altro quadro.”

Klein guardò oltre, aprì nuovi orizzonti e modi di guardare il mondo, regalandoci un nuovo punto di vista… una nuova visione. È così che i suoi lavori diventarono ben presto fonte d’ispirazione per la fotografia sociale.

Meglio fallire nell’originalità che avere successo nell’imitazione……..

 

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